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sabato 17 dicembre 2011

FESTIVAL DI SANREMO E LA STORIA DELLE SUE SCENOGRAFIE



Scenografie: immagine del Festival di Sanremo

Partendo sin dall’inizio da quel lontano 1951 dal Salone delle Feste del Casinò di Sanremo, (ex giardino d’inverno), sede per 25 anni della manifestazione canora, quando erano collocate in cima al soffitto delle lampadine multicolore disposte a corona, non tutte funzionanti, in quanto alcune erano fulminate, non si parlava ancora di vere e proprie scenografie. Il Festival era trasmesso dalla Radio in differita, quindi non c’era un esempio concreto di come potesse essere il contorno del palco dove si esibivano i primi artisti. C’era un ampio salone con sedie e tavolini, con un palcoscenico non molto grande dove si esibivano i cantanti proprio nel corso della cena, programmata per intrattenere i giocatori del Casinò. Sul palco vi erano ben disposti bouquet di fiori. Nel 1955 la TV di Stato arrivò a Sanremo e la kermesse canora già avvenimento radiofonico diventò così fenomeno televisivo. Dalle case degli italiani ecco come appariva la scenografia in bianco e nero: il palco ricco di fiori, tende luccicanti. Il piccolo palco però si trovava in fondo ad una sala gremitissima di persone vestite rigorosamente in abito da sera, mentre sopra il boccascena appariva la scritta Rai, la profondità era costituita da pannelli dipinti che stavano a rappresentare scene d’attualità, l’orchestra era posizionata dietro, mentre sul pavimento vi era un grande tappeto con motivi orientali.L’edizione di Sanremo del 1957 vide un addobbo sul palco con lunghi tendoni che stavano alle spalle dei cantanti. Si sa poco di come e chi allestiva il palco: il primo scenografo chiamato in causa fu Lorenzo Musso di Imperia, era lo scenografo della Casa da Gioco, fu proprio Musso ad arredare il palco del Casinò fino al 1976 ultima sede del Festival solo in questa occasione la Rai gli mise affianco uno scenografo, Eugenio Guglielminetti.
La scenografia del 1961 era rappresentata da una fontana con zampillo d’acqua che spiccava sullo sfondo mentre il pergolato fu adattato al soffitto, al quale vi erano appesi dei cestini riempiti con i fiori di Sanremo. L’anno successivo invece l’orchestra fu posizionata dietro ai leggii differenziato da lettere che stavano ad indicare il tipo di strumento del professore che lo utilizzava. Nel 1963 la scena cambia radicalmente, c’è una pista che scende a forma di S che fa da cornice a due palchetti per separare i presentatori dagli artisti. Ci sono poi delle rose che vanno ad adornare il fondo del palcoscenico: il pavimento è di colore verde acqua laccato.Nel 1964 la scena è ancora diversa sul fondo c’è l’orchestra ai lati due alberi poco adornati: le pareti decorate mentre un’enorme scala centrale che scende in direzione della platea piacque molto. Si dice che fu molto elegante la scenografia dell’anno dopo il bordo del palco adornato da tre fasce che andavano a chiuderlo il soffitto invece era stato ricoperto con cerchi lignei sovrapposti in diverse misure. Le pareti ritmate da scanalature verticali davano l’impressione di rappresentare delle enormi bolle. Nel 1966 fiori coloratissimi. Cespugli di rose e sullo sfondo due palme. Nel 1967 raccontano che fu allestita una delle più belle scenografie, sullo sfondo si vedono dei pannelli forati che fanno intravedere delle luci, invece sul palco ci sono dei grandi vasi di fiori. Quella del 1969 è una scena che si presenta con un gioco di specchi ci sono decine di pannelli con le immagini della città dei fiori, mentre i fiori adornano tutto il palco. Arrivarono gli anni 70 ed il cambiamento: la manifestazione era cresciuta e quindi ci fu nel 1977 il trasferimento al Teatro Ariston, ed è l’evento della televisione a colori e così anche l’immagine stessa della manifestazione canora fu rimodernata. Da ricordare però che nel 1971 fu valorizzata, per la prima volta, con un elaboratore elettronico per radunare i dati che giungevano per le votazioni. Anche le pareti del palco furono rivestite di metallo, erano enormi le composizioni di fiori posti su grandi contenitori. Così a metà degli anno 70 le scenografie furono concepite appositamente per lo spettacolo televisivo. La prima composizione all’interno del Teatro Ariston a curarla fu Milos Anelli Monti, pittore, scenografo e restauratore nato a Udine nel 1922. Nel 1978 arrivarono i monitor, a curare la scenografia fu Rino Ceriolo, sanremese, storico, grafico e scenografo.


Nel 1979 arrivò un grande scenografo per firmare l’edizione. Gianfranco Ramacci, che fece una grande utilizzo di luci. Ramacci è lo scenografo del Festival 1980 e per illuminare il palco dell’Ariston utilizza ben 11.500 lampadine e nuovi effetti laser. Nel 1981 e 1982 il palco sembra una discoteca a caratterizzarla tanti specchi. I pavimenti sono luminosi: il tutto è firmato dall’Architetto Enzo Somigli che curerà il palco del Festival 1983 e 1984 dove al centro campeggia un scala bianca curva a forma di S. Nel 1985 è la volta dell’Architetto Luigi dall’Aglio. Nel 1986 a decorare il palco con giochi luminosi sarà Enzo Somigli. Quella del 1987 è la prima scenografia che porta la firma di Gaetano Castelli. Lo scenografo allestirà anche il palco per l’edizione del 1988. Il palco dell’Ariston per il 1989 invece fu allestito da Cesarini Da Senigallia. L’edizione del 1990 si svolse all’interno del mercato dei fiori in Valle Armea sempre a Sanremo, e fu Lamberto Bertacca a dover organizzare la scenografia del Palafiori; riuscì a dispetto dei pettegolezzi, a compiere una magia realizzando qualcosa di impareggiabile e poetico. Lo scenografo firmerà anche l’edizione del 1991 all’interno dell’Ariston. Il 1992 vede il ritorno di Gaetano Castelli, così come nel 1993 e come quelle del 1994-1995-1996.
Nel 1997 arrivò Armando Nobili e firmerà anche l’edizione del 1998-1999-2000. Nel 2001 fu la volta di Mario Catalano.
 Nel 2002 il ritorno di Gaetano Castelli che porrà la sua sigla anche per l’edizione del 2003 - 2004 e 2005.
Nel 2006 arrivò Dante Ferretti, premio Oscar. Scenografo che si occupa di cinema, la scenografia del Festival è teatrale propose qualcosa decisamente di nuovo.
2007  Nel il grande ritorno di Gaetano Castelli che firmerà anche la scenografia del 2008. Il tema dell’edizione N° 57 è l’unione tra passato e futuro. La scalinata che scende dal fondo e il richiamo ai fiori per rappresentare il passato. Il futuro: è delineato nel disegno, nei palchi ai lati della scena, nei giochi di luci e grafica, nella strada dal fondo del palco fino alla platea dove sono apparsi effetti d’acqua a cascata e di fiumi di lava. Una scenografia fatta su misura per ogni cantante: una sceneggiatura per ogni brano. Per l’ultima edizione, la 15a per Castelli, “il mago” delle scenografie che conosce ogni punto nascosto del Teatro più famoso al mondo, ha creato, botole, pedane che si muovono silenziosamente, motori in grado di sollevare oltre 5 mila tonnellate.
 2008 la scenografia disegnata da Gaetano Castelli per il 58° Festival di Sanremo
al centro del palco si poteva vedere il diamante di plexiglass su cui si sono esibiti i cantanti con dinamici effetti di luce. Effetto Broadway: “In questa edizione – dice lo scenografo Castelli – sono tornato a scegliere le linee rette, dopo le curve dello scorso anno, anche per far risaltare di più le macchine teatrali che con i loro movimenti per dare allo spettatore la sensazione di essere all’interno di un grande musical. Scenografia diversa ogni sera, con sorprese che sono state svelate al pubblico all’improvviso”.
2009 La scenografia del   è un tripudio di colori e di giochi di prospettiva, che hanno reso l’immagine della kermesse sempre più sfavillante. Il risultato finale è quello di un effetto “rotondità” dato - intorno alla scalinata centrale dominata da un grande schermo - da otto ledwall concavi, alti sette metri, che si muovono creando giochi di immagini e di grafica. Un effetto amplificato dalle linee curve orizzontali “disegnate” sui fondali del palco dai videotile, piccole “mattonelle” di immagini e luci.
Tra le altre novità, dello Scenografo G.Castelli i due grandi ledwall di quattro metri per tre sulle pareti laterali, al di sopra dell’orchestra, con la duplice funzione di arricchire la scenografia e di permettere alle giurie – in galleria - una visione più dettagliata dei cantanti e delle loro esecuzioni.
2010, G.Castelli: “Un impianto che mi piace definire ‘spaziale’", dice l'Architetto Castelli. "E’ scenotecnica, più che scenografia, nel senso che l’utilizzo della tecnologia permette di “muovere” tutto, di dare dinamicità al Festival, di dare a ogni momento di spettacolo e a ogni protagonista una propria irripetibilità. Abbiamo scelto elementi semplici a prima vista ma in grado di dare profondità alla scena e lasciar spazio alle sorprese della nostra macchina, sintetizzando il passato delle mie scenografie con la novità tecnologica estrema, facendola diventare spettacolo essa stessa. Un omaggio ai 60 anni di Festival e ai protagonisti di questa edizione”.
2011: Linee morbide, grandi effetti di luce, ledwall sterminati: queste le chiavi della scenografia n°61, affidata per il 18mo anno consecutivo a Gaetano Castelli, affiancato ormai dalla figlia Maria Chiara. "Ho cercato di far incontrare passato e presente – dice Castelli – e ogni anno è uno spingersi più avanti, senza sentirsi mai arrivati. È questo il mio segreto nel ‘disegnare’ il Festival di Sanremo“. Messa ormai da parte la scalinata, croce e delizia delle signore del Festival, e riportata l’Orchestra nella sua location naturale, il golfo mistico del teatro, la ‘mission’ dell’architetto è stata quella di ‘nascondere’ conduttori, cantanti e ospiti: “Ho voluto togliere punti di riferimento, creare soluzioni diverse e spettacolari per far apparire, come in un gioco di prestigio letteralmente teatrale, i protagonisti del Festival: un modo per sottolinearne l’unicità ma anche per creare ulteriore motivo di spettacolo. Cosi come, ad esempio, la spirale che domina la scenografia e che ricorda lo snodarsi di una strada vuole essere un omaggio a quella grande strada della musica che è Sanremo e, insieme, alla passione per la corsa di Gianni Morandi, al quale mi lega un’antica amicizia“. Una spirale arricchita anche da grandi sfere aeree, ‘perle’ scenografiche in grado di muoversi sul palcoscenico e creare effetti diversi.
2012 Gaetano Castelli ha realizzato la scenografia per il diciannovesimo anno. Con Castelli ha collaborato con la figlia Chiara. In questa edizione una grande astronave, che Castelli ha definito l’“arca della musica”, campeggia sul palco dell’Ariston creando effetti a sorpresa, muovendosi e aprendosi. Una macchina scenica lunga venti metri e alta nove, del peso di venti tonnellate, che ha richiesto un lavoro di rinforzo delle strutture del Teatro Ariston. “Ogni volta, fare una scenografia è prendere qualcosa dal passato e proiettarlo al futuro – ha dichiarato Castelli – E quest’anno, come in un film, ho pensato di far ‘scendere’ la musica da un altro mondo, quello dei suoni, sempre in divenire. Una scena in perenne movimento, capace anche di chiudersi e di liberare tutto lo spazio del palcoscenico quando è la musica a prendere la parola, con l’orchestra ad ‘avvolgerla’ nel suo luogo più naturale: il golfo mistico”.
La scenografia è stata tutta realizzata a Roma in tre mesi di lavoro che hanno coinvolto anche il Centro di Produzione Tv capitolino, poi è stata smontata e rimontata – pezzo dopo pezzo – sul palcoscenico sanremese. Ma non è stato l’unico effetto speciale pensato da Gaetano Castelli che ha lavorato anche sul fondale, con un grande schermo semi trasparente sul quale sono stati proiettati effetti visivi e immagini. (fonte Ufficio Stampa Rai)
2013 Scenografia Francesca Montinaro
L'idea dell'artista Francesca Montinaro - prima scenografa donna nella storia del festival – è stata quella di una scena con una identità chiara e che fosse li da sempre, una stratificazione del tempo passato e futuro. La prima fonte d'ispirazione è stato lo stupore barocco ideato dai fratelli Bibbiena che si è unito direttamente agli strappi logori di Burri ed ai tagli filosofici di Fontana che si sono fusi con lo spazio''. Sono avvenuti cambi e colpi di scena grazie a sofisticate macchine teatrali  apparse e scomparse creando così sul palco coreografie sempre diverse. L'orchestra non era nella buca ma sospesa come tagli obliqui sui fondali del palcoscenico per mostrare così uno ad uno tutti gli orchestrali.
2014 La scenografia del Festival  n° 64 è stata realizzata da Emanuela Trixie Zitkowsky .Un palazzo del '700 ha fatto da sfondo alla 64esima edizione del Festival di Sanremo. La nuova scenografia si è ispirata idealmente al film di Paolo Sorrentino: "La grande bellezza per noi italiani è una necessità, significa dare importanza a ciò che siamo",  ha spiegato Fazio. Emanuela Trixie Zitkowsky ha rappresentato un palazzo italiano del '700 "solo apparentemente abbandonato, nel quale ancora abitano armonia, eleganza e ricordi di fasti lontani". Una metafora del Paese. 

2015  La scenografia
La scenografia, che rappresentava l'interno di un fiore, ovvero il pistillo, è stata disegnata da Riccardo Bicchini che "ha trasformato il Teatro Ariston in un luogo molto caldo, attenuando il distacco tra il pubblico e il palco", ha spiegato il regista Maurizio Pagnussat. "La regia ha raccontato il Festival con eleganza e garbo, senza mai essere invadente". A disposizione, Pagnussat tecnologie di ultima generazione, tra cui 9 telecamere e tre Fly by wire robotizzate e controllate a distanza.

2016 La scenografia

Ha firmato la scenografia del Festival n°66, l'Architetto Riccardo Boccini.  Si sarebbe ispirato allo “sbocciare di un fiore” per illustrare un' area che coglie il palco e la platea in un unico contenitore attraversato da giochi di luce e di grafica.La scala, anch'essa protagonista dei tanti Festivaloni, l'architetto ha voluto reinterpretarla partendo dall’idea del piccolo bicchiere richiudibile. La scenografia è stata abbellita dalle  sculture in policarbonato artistico dello scultore Davide Dall'Osso.


2017  Riccardo Bocchini, firma la scenografia che  è fatta di punti di vista che cambiano e si compongono intorno ai cantanti che si esibiscono sul palco e al pubblico presente all’Ariston. L’elemento tecnologico è di fondamentale importanza. Al centro del fronte della scena c'è il Pop Up tecnologico e l’andamento armonico delle lamelle nelle parti laterali saranno in sincronia con quelle centrali per formare la famosa scala di Sanremo. Riflettori  puntati anche sulla scala del Teatro Ariston. Venti i motori che permetteranno alla scala di avere sia movimenti sincronizzati che diversi. Ai due lati del palco  l’orchestra divisa su tre piani diversi con un gioco simbolico di petali concavi che regaleranno alla scena un’atmosfera più romantica. Al centro del palco invece si apre un ledwall per permettere ai cantanti e agli ospiti in scaletta di scendere la  scala.

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